SCULTURE


 

 
 

Il teatro delle crete secche  (1993)

  Lo stagno e la mosca  (1993)
     
     
 
Teatrino interiore  (1993)   La fuga  (1994)
     
     

 
Riflessioni  (1994)   Fellicarolo  (1998)
     

 

E.M.: "Si percepisce la consapevolezza di aver bisogno di andare oltre la realtà, di compiere un viaggio, magari anche nei ricordi d'infanzia.    Le figure che tu crei, comunque, non sono propriamente umane, non sopportano i nostri limiti spaziali o temporali; chi sono? da dove vengono?"

A.C.: "Mistero, tra il certo e lo sconosciuto, tra la bellezza della natura e l'abbruttimento umano spesso raggiunto. Stanza, natura, relazioni possibili, come l'interno e l'esterno di ogni uomo".

 

E.M.: "Una profonda componente narrativa caratterizza i tuoi lavori; credi che sia importante raccontare delle cose?"

A.C.: "Alle spalle di ogni mia creazione c'é un passato, un istante di vita vissuta e, quindi, una storia da raccontare. E' un bisogno che sento dentro di me, anche perché sono nato e cresciuto in questa regione emiliana, dove i riferimenti visivi e culturali sono molteplici. Basta passeggiare nel centro di Modena per accorgersi come tanti secoli fa scultori e artisti abbiano scolpito un immaginario visivo che è la nostra storia, il nostro costante riferimento. Anche un materiale come la terracotta fa parte della mia/nostra tradizione. Artisti come Mazzoni o Begarelli sono nati e cresciuti in queste zone ed è proprio qui che hanno lasciato la loro testimonianza più vera e indissolubile.
 

 

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